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Aqua granda

Aqua granda

Ieri, in sala S. Leonardo, a Venezia, a cura delle municipalità di Venezia, Murano e Burano, sono andate in scena le lamentazioni veneziane a cinquant’anni dall’ “aqua granda” del 1966.

Tra le cose “esecrande” del momento è stato citato il progetto di ultimare l’idrovia Padova – Venezia. Il punctum dolens indicato sia dal prof. dello IUAV Stefano Boato, sia dal prof. Carlo Giacomini, sia da un ingegnere intervenuto dalla platea è la possibilità che nel caso di eventi tragici come quelli del “66 le piene dei fiumi dell’entroterra si assommino alle alte maree in laguna….

Scusatemi, ma… mi sono permesso di dire che tra coloro che sostengono la necessità di ultimare l’idrovia c’è chi ipotizza una idrovia che attraversa “arginata” la laguna (aperture per il ricambio dell’acqua e per le comunicazioni acquee sono di facile attuazione) e sfocia direttamente in Adriatico risultando essere:

a) il collettore del bacino scolante del padovano,

b) un porto-canale, come tanti nel mondo alla foce di fiumi, capace di ospitare sia cruise-ships, sia porta-containers, sia le petroliere,

c) un argine che insieme a regolazioni “umane” della bocca del Lido, restringerebbe il bacino d’acqua contenente Venezia, ridurrebbe la violenza delle idrodinamiche lagunari, e conseguentemente il moto ondoso, con possibilità di regolare le profondità e l’inquinamento delle acque dentro ed intorno a Venezia con circolazione coatta delle stesse.

In pratica, ho esposto il mio “credo” per Venezia….Go fato ben?

 

About Tito Pamio

Segretario e Factotum Associazione Canoistica Arcobaleno. Responsabile sacchi di punta ad interim. Marito di Carmela (la Presidente).

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