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Divieto di navigazione in Canal Grande alle barche a remi: facciamo ricorso

Divieto di navigazione in Canal Grande alle barche a remi: facciamo ricorso

Pubblichiamo in versione integrale l’appello lanciato dalla socia e avvocato Rachele Favero per fare ricorso contro l’ordinanza del Comune di Venezia che vieta la navigazione a Canoe, Kayak ed altre imbarcazioni a remo nei principali Rii Veneziani.

Avv. Rachele Favero
Via Torino 125
30172 Mestre (VE)
Tel 041-2604611 Fax 041-2604666
E-Mail PEC: avv.rachelefavero@pec.it

Venezia, 16 Febbraio 2015

OGGETTO: Divieto di transito in Canal Grande
Ricorso avverso ordinanza n. 96/15

Buongiorno,
sono un avvocato che da qualche anno si è avvicinato ancora di più a Venezia e alla sua laguna riscoprendo profili, angoli, luoghi e silenzi che, sino ad allora, non aveva mai avuto la possibilità di cogliere. Questo, anche grazie all’Associazione Canoistica Arcobaleno di cui faccio parte. Scrivo la presente facendo seguito agli ultimi eventi che hanno interessato la nostra città e, soprattutto, gli amanti del remo.

Dal 1 Marzo p.v. infatti, con ordianza n 96/2015 il Comune di Venezia ha vietato la navigazione “nei Rii principali interni di collegamento: Canal Grande, Cannareggio, Giardini, Greci, San Lorenzo, Santa Giustina, Sant’Antonin, Pietà, Noale, Novo, Ca’ Foscari, Santi Apostoli, Gesuiti, etc. ai natanti denominati jole, dragon boat, pattini, pedalo, canoe, kayak e tavole a vela e/o a remi”.
Ulteriori limitazioni sono state previste per la navigazione delle gondole e dei sandali.

Insieme ad una collega ho riletto l’ordinanza, la parte motiva, i regolamenti e gli altri provvedimenti dalla stessa richiamati. Siamo giunte ad un’unica conclusione: l’ordinanza presenta diversi profili di illegittimità.

Le reazioni di indignazione provenienti dagli amanti del remo sono state diverse. Per parte mia e con l’intento di dare un segnale forte e concreto che consenta a tutti noi regatanti di vedere tutelati, in modo serio ed effettivo, i nostri interessi Vi propongo di impugnare il ricorso dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del veneto.

L’obiettivo è quello di ottenere l’annullamento dell’ordinanza e, in via cautelare, la sua immediata sospensione. In questo modo, la durata del giudizio non inciderebbe sulla possibilità di continuare a navigare per Venezia proprio come abbiamo fatto sino ad oggi.

Il ricorso dovrà essere proposto entro 60 giorni dalla pubblicazione, a decorrere dal 11.2.2015, ovvero entro il 13 Aprile 2015.

Per questo motivo, nel caso in cui foste interessati, Vi chiedo di segnalarmi la Vostra adesione nel più breve tempo possibile (possibilmente entro la fine della corrente settimana). Una olta ricevuta la Vostra adesione faremo comunque un incontro per conoscerci personalmente, firmare i mandati e fornirVi ogni chiarimento che ritenste necessario.

Insieme alla mia collega che mi seguirà in questa battaglia, provvederemo a redigere il ricorso e a depositarlo entro la fine del mese, per evitare che l’ordinanza produca i sui effetti.

Da ultimo il profilo economico.
Purtroppo i ricorsi dinanzi al TAR prevedono costi importanti.
Nel nostro caso, lo Stato richiede per la sola proposizione del ricorso un contributo unificato di € 650,00.
Per il nostro compenso proponiamo una somma di €2.000,00 per l’intero giudizio.
È evidente che una partecipazione di più società e/o di più ricorrenti consentirebbe una suddivisione dei costi e, quindi, un minore impegno economico per tutti.
Restando a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, e ringraziandoVi per la Vostra attenzione, porgo cordiali saluti.

Avv. Rachele Favero.

 

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About Tito Pamio

Segretario e Factotum Associazione Canoistica Arcobaleno. Responsabile sacchi di punta ad interim. Marito di Carmela (la Presidente).