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Ipotesi alternativa per la portualità ed il bacino scolante del Veneto

Alla Capitaneria di Porto di Venezia

A’’autorità portuale di Venezia

Al Magistato alle Acque di Venezia

Al Consorzio Acque Risorgive di Venezia

Ai cittadini italiani

Ai Ministeri competenti in materia

Oggetto: ipotesi alternativa  per la portualità ed il bacino scolante del Veneto

                                                                         Campalto, 3 Ottobre 2013

 

 La portualità veneta, in particolare quella lagunare, non può prescindere, in fase progettuale, dagli scenari e dalle problematiche idro-geologiche attuali e future, cioè dalla “natura dei luoghi”….

  Relativamente agli aspetti  idro-geologici del nostro futuro ambiente naturalistico ritengo di poter dire che:

  • i fiumi e le correnti marine continueranno a depositare e a distribuire limo e sabbia davanti alla laguna di Venezia, soprattutto in continuazione di Punta Sabbioni… La sempre crescente antropizzazione della stessa laguna produrrà depositi di “detriti umani” (sedimenti di liquami, ma anche la buccia di banana che il veneziano butta dalla barca,,,,”tanto è biodegradabile”…) soprattutto in alcune zone dove i flussi di marea sono lenti e depositi di materiali, soprattutto “inerti”,  che vengono chiamate casse di colmata, sacche, barene ….

  • – I fiumi ed i canali del Veneto continueranno a provocare allagamenti e non credo di essere lontano dalla verità pensando che sono in massima parte imputabili a diversioni degli stessi operate nel tempo dalla Serenissima Repubblica di Venezia per evitare l’interrimento della laguna. Quando agli allagamenti si aggiungono le “acque alte” dell’alto Adriatico è in pericolo anche ciò che rimane della stessa Serenissima…..

 …ancora….

  • ….gli stessi fiumi, soprattutto quelli di risorgiva, nel Veneto antico erano le naturali vie di comunicazione tra i popoli veneti e tutti i popoli che come i veneti potevano accedere all’Adriatico…..  La più antica raffigurazione dell’Europa, la Tavola Peutingeriana, inserisce l’indicazione AD PORTUM in corrispondenza della laguna veneta e tale complemento di “moto a luogo”, se non altro, significa che tra le isole che allora delimitavano la laguna esisteva il passaggio verso un approdo che non poteva  che essere nel continente, magari sulla sponda di fiumi come il Brenta od il Sile facilmente risalibili  in regime idrico normale….

  • – le diversioni artificiali dei fiumi hanno assicurato a Venezia un avamposto portuale verso l’Adriatico, ma hanno altresì quasi annullato all’entroterra veneto la continuità delle sue vie d’acqua verso l’Adriatico. Eppure è facile immaginare che in antico siti  come   Metamaucus, Sant’Ilario, Altino, ecc fossero avamposti portuali di Padova e Treviso e la stessa Venezia si può considerare figlia di questi due centri veneti più antichi di lei: la loro figlia più famosa, ma anche la più ingrata, visto quello che con i suoi “savi alle acque” ha loro combinato poi….…..

  • – Credo sia lecito affermare che l’intervento dell’uomo nel modificare l’uscita in Adriatico di vari fiumi veneti, quelli che sfociavano in laguna,  sarà stato sì funzionale alla navigabilità delle imbarcazioni veneziane in laguna,  ma ha trasformato una tranquilla foce a delta in cui l’azione di deposito di detriti “puliti” fluviali prevaleva sull’azione di asporto e distribuzione degli stessi nei fondali adriatici, in una foce ad estuario (giustamente, si usa l’espressione “isole dell’estuario”) in cui l’azione di allontanamento e dispersione di limo e sabbia oltre le bocche di porto tende a far diventare certe zone lagunari dei veri e propri “bracci di mare”che incutono timore quando questo è “grosso”….

  • Le ipotesi di sistemazione della portualità veneziana di cui riferiscono ampiamente i giornali in questi tempi , con escavazione di canali, spostamento o creazione ex.novo di banchine, ecc, a mio avviso devono essere considerate soluzioni provvisorie in quanto relativamente facili da realizzare ed utili al mantenimento dell’apporto all’economia veneziana derivante dalla stessa portualità, ma  nel lungo periodo la stessa natura imporrà soluzioni che ricalcano quello che lei stessa avrebbe prodotto se l’uomo non fosse intervenuto…. a  pro quasi esclusivo dei veneziani ( ricordiamo le diatribe tra il Cornaro, che protestava con i padovani per le frequenti “brentane,” ed il Sabbadino) ed ora anche contro di questi…….

  •   Recentemente si è affacciato sul tabellone delle “alternative” all’attuale portualità veneziana l’idea di Gino Gersich che con un tunnel tende a superare  l’inevitabile  frattura e la antieconomicità di una ipotizzata portualità con scalo in alto Adriatico ed un centro di smistamento merci e passeggeri nel continente. Il punto debole anche di questo progetto è sempre la problematicità del bacino scolante nel territorio veneto…..

…Quindi?….

  • ….Non vorrei, ma sono costretto a sposare come minor male e migliore soluzione alle criticità ambientali ed economiche della portualità veneziana un progetto che tenda a ripristinare le antiche e naturali vie di comunicazione acquea tra Adriatico ed interno del territorio veneto che hanno fatto grande Venezia e che la stessa ha tagliato a partire dal XV secolo… tra l’altro acquisterebbe più senso anche la cosidetta città metropolitana (PA-TRE-VE)…se tre città dovessero gestire la stessa portualità…. .per cui….

    …provo a concretizzare….

  • – … l’idrovia Adriatico-Padova, portata a termine,  attraversa ARGINATA la laguna e sfocia al largo in mare, ma è provvista di necessarie aperture/chiusure per il ricambio dell’acqua in laguna e per assicurare all’interno della stessa opportune vie d’acqua e diventa non solo l’alveo che raccoglie le acque del bacino imbrifero veneto, in continuazione ed in sostituzione di Brenta, Bacchiglione e Muson, fiumi non di risorgiva ormai ridotti a canali, ma anche il porto-canale sulle cui sponde si vanno via via a spostare sia il grosso delle attività portuali oggi ubicate in luoghi inadeguati sia alcuni assi viari funzionali a quelle….

  • – Venezia e Chioggia rimarrebbero con la loro storia, il loro fascino e la loro tradizione all’interno di due bacini con idrodinamiche assolutamente “soft” che permettano la navigabilità solo ad imbarcazioni la cui stazza non si discosti più di tanto da quella delle galee veneziane della Serenissima……             Tito Pamio  . Campalto

                                                                    pamio.tito@libero.it – tel.: 329 0993382

About Tito Pamio

Segretario e Factotum Associazione Canoistica Arcobaleno. Responsabile sacchi di punta ad interim. Marito di Carmela (la Presidente).

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